
Quando la bilancia cambia, non è detto che sia cambiato soltanto quello che mangi
“Dottore, io mangio esattamente come prima.
Eppure continuo a prendere peso.”
È una frase molto più comune di quanto si possa pensare.
E spesso arriva accompagnata da una domanda:
“Possibile che il mio metabolismo sia diventato più lento?”
La risposta è: può esserci un cambiamento nel dispendio energetico, ma non è l’unica spiegazione.
Il nostro peso non dipende soltanto da quanto mangiamo. Dipende dall’interazione tra alimentazione, movimento, composizione corporea, sonno, età, ormoni, farmaci, abitudini quotidiane e molti altri fattori.
E soprattutto, il nostro organismo non rimane uguale nel tempo.
“Mangio come prima” non significa necessariamente “consumo come prima”
Questo è probabilmente il primo concetto da comprendere.
Immaginiamo una persona che per anni abbia mantenuto un peso stabile.
Poi, lentamente, qualcosa cambia.
Non necessariamente mangia di più.
Potrebbe però:
- camminare meno durante la giornata;
- fare meno attività fisica;
- passare più ore seduta;
- dormire peggio;
- avere una diversa organizzazione dei pasti;
- aver perso massa muscolare;
- avere cambiato lavoro o routine;
- attraversare una fase della vita caratterizzata da cambiamenti fisiologici.
La quantità di cibo può essere rimasta apparentemente uguale, mentre il rapporto tra energia introdotta ed energia consumata è cambiato.
Ed è proprio qui che spesso nasce il problema.
Anche piccoli cambiamenti possono diventare importanti
Non serve necessariamente un grande eccesso alimentare.
Un cambiamento molto piccolo, ripetuto per mesi o anni, può contribuire progressivamente alla variazione del peso.
Per esempio, una persona può continuare a mangiare gli stessi pasti ma muoversi inconsapevolmente meno.
Non parliamo soltanto di palestra o sport.
Parliamo anche di quella che viene chiamata attività fisica spontanea: camminare, salire le scale, stare in piedi, spostarsi, fare commissioni, muoversi durante il lavoro.
Sono attività che spesso non consideriamo nemmeno “movimento”.
Eppure fanno parte del dispendio energetico quotidiano.
E se avessi perso massa muscolare?
Questo è un altro aspetto spesso sottovalutato.
Con il passare degli anni, soprattutto in assenza di un’adeguata attività fisica, è possibile modificare la propria composizione corporea.
Il peso sulla bilancia può quindi raccontare soltanto una parte della storia.
Due persone possono pesare 70 kg e avere una composizione corporea completamente diversa.
E anche la stessa persona può mantenere un peso relativamente simile mentre cambia il rapporto tra massa muscolare e massa grassa.
Per questo, quando si valuta una persona, il peso non dovrebbe essere l’unico parametro osservato.
Circonferenze, composizione corporea, massa muscolare, massa grassa, attività fisica e andamento nel tempo possono fornire informazioni molto più utili.
“Ma io non ho cambiato niente…”
A volte, però, è proprio questa la sensazione.
La persona non percepisce grandi cambiamenti.
Ed è qui che diventa importante osservare la giornata nel suo insieme.
Non soltanto:
“Quante calorie mangi?”
ma anche:
“Come sono organizzate le tue giornate?”
“Quanto ti muovi?”
“Come dormi?”
“Come sono cambiati i tuoi ritmi?”
“Quanto spesso mangi fuori?”
“Quanto tempo passi seduto?”
“La tua composizione corporea è cambiata?”
Perché il cambiamento può essere progressivo e quasi invisibile nella vita quotidiana.
Anche il sonno e lo stress possono entrare in gioco
Quando dormiamo poco o attraversiamo periodi particolarmente stressanti, può cambiare anche il comportamento alimentare.
Possiamo avere più voglia di alcuni alimenti, mangiare in modo più irregolare oppure avere meno energia e quindi muoverci meno.
Non significa che “lo stress fa ingrassare automaticamente”.
Significa che sonno, stress, appetito, movimento e organizzazione della giornata sono collegati e possono influenzare il comportamento alimentare e il bilancio energetico.
E poi ci sono i farmaci e le condizioni fisiologiche
Esistono situazioni in cui l’aumento di peso può essere favorito da alcuni farmaci o associato a particolari condizioni cliniche.
Anche alcuni periodi della vita possono modificare profondamente il quadro: cambiamenti ormonali, menopausa, invecchiamento, riduzione dell’attività fisica o modificazioni della composizione corporea possono contribuire alla variazione del peso.
Questo è uno dei motivi per cui non è sempre corretto rispondere a un aumento di peso semplicemente con “devi mangiare meno”.
In presenza di un cambiamento significativo, rapido o non spiegato, è opportuno confrontarsi con il proprio medico per valutare anche eventuali cause cliniche.
Quindi il metabolismo si è davvero “bloccato”?
Quasi mai è così semplice.
Il metabolismo non è un interruttore che improvvisamente si spegne.
È un sistema dinamico.
Il dispendio energetico dipende, tra le altre cose, dalla composizione corporea, dall’attività fisica, dall’attività spontanea quotidiana e dalle esigenze dell’organismo.
E può cambiare nel tempo.
Per questo la domanda più utile non è:
“Come faccio ad accelerare il metabolismo?”
ma:
“Che cosa è cambiato rispetto a quando il mio peso era stabile?”
Questa domanda apre una strada completamente diversa.
Il peso racconta un risultato. Non sempre racconta il motivo.
La bilancia ci dice quanto pesiamo in quel momento.
Non ci dice automaticamente:
- quanta massa grassa abbiamo;
- quanta massa muscolare abbiamo;
- quanto ci muoviamo;
- come è cambiata la nostra alimentazione;
- come dormiamo;
- quale sia il nostro dispendio energetico;
- se il cambiamento sia prevalentemente dovuto a grasso, liquidi o altri fattori.
Per questo un numero sulla bilancia non dovrebbe essere interpretato da solo.
Il vero obiettivo di una valutazione nutrizionale è cercare di capire perché quel numero sta cambiando.
Non devi necessariamente mangiare meno. Devi capire cosa è cambiato.
È una differenza importante.
Quando il peso aumenta progressivamente, la prima reazione spesso è:
“Devo mettermi a dieta.”
Ma una strategia efficace dovrebbe partire da una domanda precedente:
“Qual è il motivo per cui il mio equilibrio è cambiato?”
Solo dopo si può decidere cosa modificare.
A volte sarà necessario intervenire sull’alimentazione.
Altre volte sarà importante recuperare movimento, lavorare sulla distribuzione dei pasti, migliorare l’apporto proteico, proteggere la massa muscolare o intervenire sull’organizzazione della giornata.
E in alcuni casi sarà opportuno approfondire anche l’aspetto clinico.
La consulenza nutrizionale non parte dalla bilancia
Parte dalla persona.
Perché mangiare “come prima” non significa necessariamente vivere, muoversi e consumare energia come prima.
E quando il peso cambia, la domanda più interessante non è soltanto:
“Quanto devo mangiare?”
Ma:
“Che cosa è cambiato nel mio organismo e nella mia vita?”
È da questa domanda che può iniziare un percorso nutrizionale costruito realmente sulla persona.
Dr. Messina Vincenzo
Progettazione Nutrizionale

